Il prof. Silvestri sulla terapia al plasma: "Spero che il Comitato Etico approvi rapidamente il protocollo"

guido silvestri 2' di lettura 11/05/2020 - Il semaforo rosso imposto, si auspica momentaneamente, dal Comitato Etico regionale, al protocollo per l'avvio nelle Marche della sperimentazione della terapia del plasma per la cura dei pazienti gravi affetti da Covid-19 ha suscitato molte polemiche.

Il Comitato Etico Regionale, il cui parere è vincolante, ha "sospeso" l'avvio della sperimentazione, respingendo il protocollo (già approvato e partito in altre regioni) dall'Azienda ospedaliero-universitaria di Pisa, che è la struttura capofila per la sperimentazione della terapia al plasma iperimmune in Toscana, in Campania, in Umbria, nel Lazio e accreditata anche presso l'Ispettorato della Sanità Militare, e chiedendo alcune variazioni al protocollo.

Un "no" che non sarebbe definitivo ma certamente il "no" blocca quantomeno momentaneamente e comunque fa slittare l'avvio nelle Marche della terapia al plasma mettendo in stand-by il campione di circa 100 pazienti che era già stato individuato. Sui rilievi del Comitato Etico Regionale (che saranno resi noti nei prossimi giorni nella relazione tecnica e che comunque sarebbero non di merito ma inerenti questioni più procedurali come privacy, ecc..) si è sollevata l'indignazione generale di molti esponenti della regione stessa, sia di maggioranza che di minoranza.

Dal mondo della scienza arriva anche un autorevole riflessione, quella del virologo senigalliese prof. Guido Silvestri. "Diversi amici mi hanno segnalato come il comitato etico che deve approvare gli studi clinici nella Regione Marche avrebbe “negato” l’autorizzazione al protocollo di uso del plasma convalescente per i malati di COVID-19. La notizia, riportata da diversi giornali, ha suscitato un certo comprensibile allarme -afferma il prof- Silvestri- Brevemente ho investigato con l’aiuto di alcuni colleghi ed ho scoperto, come peraltro immaginavo, che NON si tratta di rifiuto, ma di richiesta di ulteriori chiarimenti, il che rappresenta prassi normale per un comitato etico. Per coloro che conoscono le procedure dell’editoria scientifica, non è una “rejection”, ma un “revise and resubmit”. Detto questo, auspico che i colleghi del comitato etico (in cui siedono alcuni vecchi amici) possano RAPIDAMENTE approvare il protocollo non appena ricevuti i necessari chiarimenti, specialmente considerando che simili studi sono stati approvati e vengono condotti in numerosi centri un po’ in tutto il mondo".






Questo è un articolo pubblicato il 11-05-2020 alle 10:27 sul giornale del 12 maggio 2020 - 441 letture

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