Non andrà tutto bene. Un piccolo esempio di come la burocrazia sta affondando l'Italia

2' di lettura 08/05/2020 - Il Decreto Liquidità, decreto legge 23 dell'8 aprile 2020, ha permesso alle aziende di accedere a finanziamenti con garanzia dello stato per un importo pari al 25% del fatturato, fino a 25.000€. Fino a qui molto bene.

Questo finanziamento, oltre ad avere la completa garanzia dello stato e un tasso di interesse molto vantaggioso ha anche il pregio a non dover essere sottoposto a istruttoria, almeno fino ai 25.000€. Questo vuol dire che gli istituti bancari che poi presteranno questi soldi alle aziende costrette a chiudere per il Covid-19 non saranno costrette a fare un'indagine per valutare se l'azienda è solvibile.

Bene. Quindi per una volta le aziende hanno una corsia preferenziale. Peccato che questa corsia sia intasata.
Solo per compilare la domanda molte aziende si sono dovute rivolgere ad un consulente. Molte altre hanno invece preferito compilare da soli la documentazione, dedicando alcune ore di lavoro a questo e dovendo chiedere comunque alcuni dati al proprio commercialista.

Quando poi le domande arrivano in banca ci si aspetterebbe che vengano evase in pochi giorni, se non in poche ore, vista l'assenza di un'istruttoria. No, le domande vanno comunque lavorate, sono tante e si è creato un collo di bottiglia.

Non voglio parlare di quanto un mese di attesa sia dannoso, perché tra tutto è molto probabile che un mese sia necessario. (Personalmente ho iniziato le pratiche due settimane fa e oggi il direttore della mia banca ha detto che ci vorranno -almeno- altre due settimane). Per un'azienda che non incassa praticamente niente da due mesi un ulteriore mese può fare la differenza tra riaprire o portare i libri in tribunale.

Ma a parte questo mi chiedo quanto tutte queste ore di lavoro incidano. Perché il tempo è denaro. I commercialisti vanno pagati, i dipendenti delle banche vanno pagati. Gli imprenditori che dedicano il tempo alla burocrazia e non al loro lavoro non vanno pagati ma guadagnano meno.

Non so quante ore di lavoro siano necessarie, tra imprenditori, consulenti e bancari. Posso ipotizzare un costo totale per il sistema che vada dai 250€ ai 500€. Un valore dell'1-2% dell'importo finanziato. È ovviamente un dato da prendere con le pinze, ottenuto a spanne.

Ecco quindi un piccolo esempio di come il nostro sistema paese - anche in presenza di semplificazioni - rimane paralizzato dalla burocrazia. Una burocrazia che ha un costo esorbitante. Pensate solo quanto una differenza dell'1-2% del PIL potrebbe fare la differenza anno dopo anno.

Io non so come facciano nel resto d'Europa dove la burocrazia esiste ma non è così pesante e farraginosa come in Italia. Basterebbe copiare.






Questo è un editoriale pubblicato il 08-05-2020 alle 10:42 sul giornale del 09 maggio 2020 - 1250 letture

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