Fondi alla Lega, uomini di Salvini in Russia: spunta un audio

3' di lettura 10/07/2019 - Un importante collaboratore di Matteo Salvini si sarebbe incontrato con emissari russi per negoziare un accordo per far arrivare illegalmente alla Lega 65 milioni di euro da spendere per la campagna elettorale per le europee.

Lo sostiene un'inchiesta del sito americano Buzzfeed, che ha pubblicato alcuni frammenti audio e la trascrizione completa delle registrazioni di quell'incontro. L'audio è stato scoperto dal giornalista italiano Alberto Nardelli. L'inchiesta di Buzzfeed va a confermare quella de L'Espresso, che tempo fa aveva parlato dell'incontro, avvenuto lo scorso 18 ottobre all'Hotel Metropol di Mosca, durante la visita del leader leghista nella capitale russa. Presenti tre italiani e tre russi, tutti non identificati tranne Gianluca Savoini, collaboratore ed ex portavoce di Salvini.

Savoini, imprenditore e presidente dell’associazione Lombardia Russia, non ha incarichi ufficiali nella Lega o nel governo. Ma ha sempre accompagnato Salvini nei suoi numerosi viaggi in Russia (dieci dal 2014 ad oggi) ed ha partecipato assieme al leader leghista agli incontri del presidente Vladimir Putin a Roma della settimana scorsa. Nelle registrazione ottenuta da Buzzfeed si sente Savoini discutere nei dettagli un accordo, da tenere segreto, per un importante finanziamento dalla Russia per la campagna elettorale della Lega, per le elezioni europee che si sono tenute lo scorso maggio.

Un accordo illegale, dato che la legge italiana vieta ai partiti di ricevere donazioni dall’estero. Gli italiani e i russi discutono di come creare i fondi neri per il finanziamento: con la vendita di circa 3 milioni di tonnellate di carburante da una grande società petrolifera russa all'Eni, attraverso una serie di società intermediarie. Eni ha smentito qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.

Buzzfeed non è riuscito a stabilire se l'accordo sia stato ultimato e se la Lega abbia effettivamente ricevuto il denaro. Ma è già accaduto in passato che partiti dell'estrema destra europea abbiano ricevuto pagamenti dalla Russia o siano stati accusati di ciò. Il Front National di Marine Le Pen ottenne alcuni anni fa 11 milioni di dollari da banche russe. La leader francese si giustificò dicendo che si trattava di un accordo commerciale senza alcun valore politico. Il britannico Aaron Banks, uno dei principali sostenitori della Brexit, deve ancora spiegare l'origine di una donazione da 8 milioni di euro ricevuta per la campagna referendaria per l'uscita del Regno Unito dalla Ue.

L'ultimo caso è del maggio scorso, quando il leader del partito di estrema destra austriaco FPOE, Heinz-Christian Strache, si è dimesso, innescando la crisi di governo, dopo la pubblicazione di un video in cui lo si vede discutere di pagamenti e sostegno russo con alcuni emissari di Mosca.

"Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia", ha detto Salvini dopo la pubblicazione dell'inchiesta di Buzzfeed.






Questo è un articolo pubblicato il 10-07-2019 alle 20:35 sul giornale del 11 luglio 2019 - 1101 letture

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