Biciclette su strada, una raccolta firme per maggior sicurezza

19/02/2019 - Siamo sulla stessa strada: rendiamola sicura. Raccolta firme su Change.org della Fondazione Michele Scarponi e Accpi per una strada più sicura.

La Fondazione Michele Scarponi e l'Accpi (associazione che riunisce tutti i corridori professionisti italiani, che sulle strade svolgono la propria attività lavorativa) hanno lanciato una campagna di adesione alla proposta di Legge per rendere più sicure le strade.

Per farlo hanno scelto la piattaforma web "Change.org". Nel ricordo di Michele Scarponi, padre di famiglia, ciclista vittorioso di un Giro d'Italia e vittima della violenza stradale, l'importante campagna si prefigge la tutela della vita di tutti coloro che utilizzano la bicicletta sul territorio italiano. L'obiettivo è quello di raccogliere le 50 mila firme necessarie per presentare l'iniziativa di Legge e già, in pochi giorni, hanno già aderito all'appello delle due associazioni oltre quattordici mila cittadini.

Per sensibilizzare la cittadinanza sul tema, la Fondazione sarà impegnata in tour di presentazione dell'iniziativa che è già partito da Rovereto e Verona e che toccherà la Sardegna (1-3 marzo) nel comune di Gesturi (VS), (dove verrà dedicata al ciclista Michele Scarponi la "salita dell'Aquila") per poi proseguire a Napoli il 6 marzo, nella sala della Giunta comunale dove la Fondazione presenterà le sue iniziative sul tema della violenza stradale.

La proposta di Legge contro la violenza stradale.

Negli ultimi anni, in Italia, il numero degli incidenti che causano la morte o lesioni permanenti tra tutti coloro che usano la bicicletta per spostarsi o praticare attività sportiva, è in costante aumento. Bambini, madri, padri che pedalano sulle nostre strade, lo fanno spesso in condizioni di pericolosità a causa dello scarso rispetto che l'insieme di leggi/infrastrutture/conducenti di autoveicoli ha nei loro confronti.

Le biciclette, sulle strade italiane, non vedono riconosciuto il loro diritto di circolare in sicurezza con uno spazio minimo definito che le tuteli durante i sorpassi degli autoveicoli.

Gli enti proprietari delle strade disattendono una legge italiana del 1998, la nr. 366, che li obbliga, ogni qualvolta si effettui una manutenzione straordinaria della sede stradale, a realizzare un percorso dedicato solo ai velocipedi. Le vittime o i parenti delle vittime, non vedono riconosciuti pienamente i loro diritti legali ed etici, come aver diritto a partecipare all'eventuale processo penale a carico del conducente che ha causato l'incidente, ad un giusto indennizzo in caso di danni permanenti e invalidanti, a un sostegno psicologico che si protragga nel tempo per le persone coinvolte tra vittime, parenti e soprattutto bambini.

Per cambiare questa situazione, Accpi, con la presente raccolta firme indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri Dr. Giuseppe Conte chiede di:

- Definire le sanzioni, all'interno della Legge 366 del 19/10/1998 per gli enti che non provvedono a realizzare percorsi ciclabili nel caso di strade di nuova realizzazione o manutenzioni straordinarie come previsto dall'Art. 10 della stessa;

- Definire una distanza minima di 1,5 metri, per il sorpasso dei velocipedi all'interno dell'art.148 del codice della strada, in sostituzione del termine "distanza adeguata" citato nello stesso;

- Definire misure minime di sostegno psicologico alle vittime e ai loro parenti durante tutto il percorso post trauma; riconoscere tale percorso come patologia con i diritti economici, di lavoro e di tutela che ne conseguono; modificare il codice di procedura penale esistente assicurando ai parenti delle vittime di poter partecipare a pieno titolo al processo penale conseguente; l'adeguamento delle tabelle di indennizzo per le vittime che subiscono danni permanenti, l'istituzione di un percorso di sostegno psicologico e i loro familiari a carico del SSN.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-02-2019 alle 15:55 sul giornale del 20 febbraio 2019 - 439 letture

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