Processo Cappato, la Corte Costituzionale ha chiesto al Parlamento di legiferare sul fine vita

Marco Cappato 25/10/2018 - La Corte Costituzionale ha sospeso il suo giudizio sul caso della morte di DJ Fabo e ha rinviato la decisione al 24 settembre 2019.

Il rinvio è stato deciso per dare tempo al Parlamento, come richiesto dalla Presidenza del Consiglio, di colmare il vuoto legislativo approvando una nuova normativa in materia di eutanasia e suicidio assistito. Secondo la Consulta "l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti”.

Resterà dunque sospeso il processo a Milano a Marco Cappato, esponente dei Radicali e dell’associazione Luca Coscioni, imputato per il suicidio assistito di Fabiano Antoniani, detto DJ Fabo.

A causa di un incidente stradale, Antoniani era diventati tetraplegico, cieco e non più autosufficiente. Dopo essersi rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere di poter scegliere liberamente sulla propria vita, aveva scelto di ricorrere al suicidio assistito. Nel febbraio 2017 Cappato lo aveva accompagnato in una clinica svizzera e si era poi autodenunciato.

Nel corso del processo sia l'accusa che la difesa avevano chiesto alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sulla questione di costituzionalità del reato di aiuto al suicidio, l'articolo 580 del Codice penale introdotto nel 1930, che prevede una pena tra i 6 e i 12 anni di carcere.





Questo è un articolo pubblicato il 25-10-2018 alle 15:33 sul giornale del 26 ottobre 2018 - 503 letture

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