Pallavolo: quando la TreValli di Cormio e Velasco andò in serie A nel tabù di Catania

08/10/2018 - Ci sono giorni che non si possono ignorare. Date, partite ed avvenimenti che nessuno potrà mai cancellare.

Pagine e pagine di storia, documentazioni a tratti commoventi, rispolverate grazie al prezioso contributo della sempreverde Anna Virginia Vincenzoni, moglie dell’indimenticabile patron Tre Valli Sandrino Casoni, con la collaborazione dell’ex coach jesino Alberto Santoni. Quella della Tre Valli Volley è un’avventura bellissima da raccontare, che ancora oggi riesce a regalare emozioni e adrenalina allo stato puro. Momenti indelebili, episodi incredibili specie per coloro che hanno vissuto quei tempi da veri protagonisti.

E allora ripercorriamo insieme alcuni attimi salienti del lontano 1983, quando il volley jesino targato Tre Valli divenne protagonista del volley di serie A2 per la prima volta nella sua storia. A furor di popolo martedì 4 ottobre 1983, alle ore 18 presso la residenza municipale di Jesi, l’amministrazione comunale ricevette le squadre di pallavolo Tre Valli Volley Jesi, che vinse nella stagione precedente il campionato di serie B, e la Vasas Budapest, tra le migliori formazioni d’Ungheria. Alle ore 21 dello stesso giorno le due squadre disputarono alla Carbonari un’interessante amichevole (vinta 3-2 dagli Jesini con buone performance di Sasso e del convincente Squartini) che fece seguito allo spettacolare torneo di Terni con Città di Castello, Chieti e Terni e al Trofeo Lombardi di Castelferretti disputato con Vianello Pescara, Rimini e Sabini.

Di certo a portare buoni frutti dal punto di vista fisico e tecnico c’erano l’attrezzatissima palestra Body Line, in cui coach Julio Velasco portava i suoi tre volte alla settimana, e il calorosissimo parquet della Palestra Carbonari, considerato un osso duro per tutti. “Sono venuto qui per fare grandi cose – affermò Julio Velasco nelle prime interviste rilasciate che ancora oggi custodiamo gelosamente – Per questo motivo sto svolgendo una preparazione fisica molto impegnativa e credo che per il debutto in campionato del 15 ottobre a Catania saremo in perfetta forma. L’unica incognita potrà nascere dall’inesperienza di alcuni giovani, ma in linea di massima sono fiducioso anche per i più piccoli, come ad esempio Petrelli, che sta rispondendo nel modo giusto alle mie sollecitazioni”.

Indubbiamente coach Velasco aveva rivoluzionato in lungo e in largo i metodi di allenamento, un po’ a ritmo di tango, andando oltre la solita razione di esercizi ginnici alternati al lavoro con la palla per il perfezionamento della tecnica individuale.

Spettatore costante e motivatore aggiunto delle varie sessioni di allenamento lo staff dirigenziale della Tre Valli, non solo il grande Beppe Cormio e l’indimenticabile patron Sandrino Casoni bensì il ragionier Conti, Cesare Guidi e l’intero staff tecnico guidato da Julio Velasco e dal suo vice Alberto Santoni.

L’attesa e la trepidazione crescevano giorno dopo giorno: era sempre più vicino l’esordio da matricola nel campionato di serie A2, in programma il 15 ottobre 1983 a Catania contro una squadra scudettata. I siciliani infatti si fregiarono del titolo di campione d’Italia al termine del campionato 1977-78.

Nell’ultimo allenamento prima di volare in Sicilia, coach Julio Velasco aveva insistito sugli schemi offensivi con i sei uomini scelti come titolari ovvero Giannini, Kantor, Esposto, Petrelli, Wagenpfiel e Fanesi. Quest’ultimo era pronto ad esordire nel ruolo di capitano vista l’assenza forzata di Pozzi. Il piano tattico di Velasco si rivelò vincente e la Tre Valli ottenne una meritata vittoria in uno dei campi più ostici del campionato al termine di tre parziali strepitosi: 10-15, 7-15 e 11-15.

Una perfetta sintonia di squadra e tantissime ottime individualità, apprezzate anche dal pubblico locale che applaudì (con grande fair-play) a fine partita la prova gagliarda del team jesino composto nella magica serata siciliana da Martelli, Giannini, Scortichini, Fanesi, Kantor, Pigliapoco, Quartini, Petrelli, Wagenpfeil e Sasso.

Il rotondo 3-0 finale esaltò la prova sensazionale di Fanesi e compagni che non accusarono affatto l’emozione dell’esordio. Anche i più giovani, che provavano per la prima volta l’ebbrezza della serie A, si comportarono come da veri veterani nel parquet siciliano. Il diciottenne Liano Petrelli disputò l’intero incontro, Corrado Squartini e Paolo Pigliapoco subentrarono molto bene in alcuni momenti cruciali della partita. Andrea Sasso, anch’egli diciottenne, che un anno prima giocava in serie C1, si tramutò in inaspettato protagonista del terzo set, quello decisivo.

Insomma, una splendida vittoria che fece ben sperare in vista dell’esordio casalingo del sabato successivo contro l’Accademia Roma.

Che dire, al termine di questa carrellata di episodi così straordinari da raccontare, dobbiamo dire e ribadire che tutti noi ci auguriamo che, un giorno, quella che adesso è considerata una semplice utopia (Jesi nel volley che conta) possa trasformarsi in pura realtà. Con determinazione, spirito collettivo ed unione di intenti. E siamo convinti che ci sarebbe un calore e una partecipazione fuori dal normale da parte della città intera.

Sognare non nuoce, provare non costa nulla. E allora proviamoci tutti insieme.







Questo è un articolo pubblicato il 08-10-2018 alle 23:59 sul giornale del 10 ottobre 2018 - 526 letture

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