Libia: scontri tra milizie, stato di emergenza a Tripoli

03/09/2018 - Caos in Libia: il primo ministro Fayez al-Serraj ha dichiarato lo stato di emergenza nella capitale Tripoli in seguito agli scontri tra milizie rivali che hanno provocato quasi cinquanta morti negli ultimi giorni.

I combattimenti vanno avanti da oltre una settimana e sono iniziati quando la "Settima Brigata", una milizia legata alla città di Tarhuna, 60 chilometri a sud di Tripoli, ha lanciato un'offensiva e preso il controllo della parte meridionale della capitale. La milizia si sta muovendo verso nord, verso la zona dei ministeri e il porto, protetti dalle milizie fedeli al governo.

La Settima Brigata, che nel 2016 aveva giurato fedeltà al governo di unità nazionale sostenuto dalle Nazioni Unite, ha detto di voler liberare la capitale dalle altre milizie, accusate di corruzione.

Circa 400 detenuti sono fuggiti domenica dal carcere di Ain Zara, nella periferia sud della città. Due campi profughi che si trovano nella stessa zona sono stati evacuati. Chiuso l'aeroporto. L'ambasciata italiana rimane aperta, nonostante il colpo di mortaio che domenica ha colpito l’hotel dove alloggia parte del personale.

Tutti i tentativi di negoziare una tregua sono finora falliti e lunedì è arrivata a Tripoli una colonna di mezzi della potente milizia di Misurata, alleata del governo di Serraj.





Questo è un articolo pubblicato il 03-09-2018 alle 17:18 sul giornale del 04 settembre 2018 - 419 letture

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