Verona: donna segregata per due settimane in un cassone della frutta

carabinieri arresto 30/08/2018 - Una donna polacca di 44 anni è rimasta rinchiusa per 14 giorni in un cassone usato per la raccolta della frutta, profondo poco più di un metro.

E' successo in un'azienda agricola di Sommacampagna, in provincia di Verona. E' stato il suo datore di lavoro, un imprenditore agricolo di 53 anni originario di Bolzano, a imprigionare la donna al termine di una violenta lite. L'ha legata e imbavagliata e l'ha poi portata tra i filari dei meli dove l'ha rinchiusa in un cassone. Per impedirle di fuggire e per nasconderla, sopra ha messo altre casse piene di mele, coprendo la pila con un telo. Ogni tanto le portava dell'acqua e del cibo.

L'uomo è stato arrestato con le accuse di sequestro di persona e tortura. Sarebbe stato aiutato nel sequestro da un suo collaboratore, polacco, che è stato denunciato.

L'incubo della donna, iniziato il 14 agosto, è terminato martedì scorso quando le sue grida sono state sentite da alcuni operai impegnati nel taglio dell'erba ai lati dell'autostrada A4. Quando si sono resi conto che le grida provenivano dalla pila di casse hanno chiamato le forze dell'ordine. I carabinieri giunti sul posto hanno trovato e liberato la donna. Soccorsa dal 118, è stata ricoverata in stato di shock all'ospedale di Villafranca.

Grazie al racconto della 44enne i militari sono riusciti a ricostruire la vicenda e ad arrestare il titolare dell'azienda agricola. L'uomo era già stato sentito diversi giorni prima dai carabinieri in relazione alla scomparsa della donna, denunciata dai figli di lei che vivono in Polonia.





Questo è un articolo pubblicato il 30-08-2018 alle 16:08 sul giornale del 31 agosto 2018 - 1333 letture

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