Doping: Schwazer squalificato per otto anni

Alex Schwazer 10/08/2016 - Il Tribunale arbitrale dello sport (TAS) ha squalificato il marciatore italiano Alex Schwazer per otto anni, in seguito alla positività al testosterone riscontrata nel controllo antidoping del primo gennaio scorso.

Niente Olimpiadi quindi per l'altoatesino, che si trova a Rio de Janeiro da alcuni giorni, in attesa della sentenza del tribunale svizzero. Schwazer è stato sospeso per 8 anni, la pena minima nel caso di recidività. L'atleta azzurro, oro nella 50km di marcia a Pechino 2008, era stato trovato positivo all'Epo poco prima delle Olimpiadi di Londra 2012, ed era stato squalificato per tre anni e nove mesi.

Era tornato a gareggiare lo scorso 8 maggio nella tappa della coppa del mondo di marcia a Roma, vincendo la gara e qualificandosi per i Giochi di Rio. La nuova positività era stata resa nota il 21 giugno: Schwazer è stato trovato positivo agli steroidi in un controllo a sorpresa effettuato il 1 gennaio nella casa dell'atleta a Racines, in Trentino-Alto Adige. Il test aveva dato in un primo momento esito negativo, così come tutti gli altri controlli a cui era stato sottoposto negli ultimi tempi.

In seguito alla vittoria a Roma e la conseguente qualificazione per le Olimpiadi, la federazione internazionale di atletica leggera (IAAF) aveva però disposto un secondo controllo, più mirato, sul campione, effettuato nei laboratori specializzati di Colonia, in Germania. Dal secondo controllo era emersa la presenza nel campione di steroidi anabolizzanti.

Schwazer e il suo nuovo allenatore Sandro Donati, noto per le sue battaglie contro il doping, avevano contestato il nuovo controllo e denunciato stranezze, pressioni e presunte irregolarità nel modo in cui il campione è stato prelevato, trasportato e analizzato. Sulla vicenda sta indagando la procura di Bolzano, in seguito alla denuncia contro ignoti presentata dall'avvocato di Schwazer, Gerhard Brandstaetter.





Questo è un articolo pubblicato il 10-08-2016 alle 23:36 sul giornale del 11 agosto 2016 - 1337 letture

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Si conclude, ed ormai definitivamente ed con provvedimenti assunti dopo delle procedure molto dubbie, la "vita sportiva ed agonistica" del marciatore altoatesino che sicuramente tutti non volevano alle Olimpiadi di Rio..... aveva sbagliato ed ha pagato ma dalla stampa emerge solo la punta di un iceberg fatto di corruzioni, interessi nazionali, ..... circa il doping ....quindi possa avere un pronto recupero dello stress derivante da quanto ha vissuto recentemente ed una appagante vita da "normale" cittadino.