Egitto: aereo precipitato, secondo esperti russi si sarebbe spezzato in volo

3' di lettura 01/11/2015 - Proseguono le indagini per scoprire le cause dello schianto dell'Airbus russo precipitato con 224 persone a bordo sabato mattina nella penisola del Sinai, in Egitto.

Viktor Sorochenko, direttore del Comitato intergovernativo russo, dopo un sopralluogo sul sito del disastro ha affermato che il velivolo "si è spaccato mentre era in aria", ma ha aggiunto come sia troppo presto per trarre conclusioni. Gli esperti al momento sono divisi tra l'ipotesi dell'incidente e quella dell'attentato terroristico.

Poche ore dopo lo schianto, la Provincia dello Stato Islamico nel Sinai, un gruppo terrorista alleato dell'Isis e attivo da tempo nella regione, ha rivendicato l'abbattimento dell'aereo, come ritorsione per l'intervento militare della Russia in Siria. Sia il governo egiziano sia quello russo hanno fin da subito smentito il coinvolgimento degli estremisti islamici. Molti analisti hanno fatto notare che i lanciamissili portatili che potrebbero essere a disposizione dei terroristi non sono in grado di colpire un aereo di linea in quota, ma solo durante le fasi di decollo e atterraggio. L'ipotesi dell'esplosione di una bomba a bordo è invece decisamente più verosimile. Una commissione internazionale composta da esperti egiziani, russi e francesi ha già iniziato l'esame delle scatole nere dell'aereo, già recuperate, ma serviranno mesi per capire cosa sia successo.

Il volo 7K9268, un Airbus A321 della compagnia lowcost russa Metrojet, era partito alle 5.51 di sabato mattina dall'aeroporto di Sharm el-Sheikh diretto a San Pietroburgo. A bordo c'erano 217 passeggeri, tutti cittadini russi tranne 3 ucraini. Circa venti minuti dopo la partenza, l'aereo ha iniziato a perdere quota, precipitando al suolo a circa 100 chilometri a sud della città di Arish. Nessun superstite. I frammenti dell'aereo sono sparsi su un'area di circa 20 chilometri quadrati. Secondo quanto riferito dalle autorità egiziane, dall'aereo non è partito nessun tipo di segnale di aiuto. La compagnia aerea russa ha escluso che si possa trattare di un errore umano, dato che il pilota era esperto, aveva accumulato 12mila ore di volo. Le ipotesi più probabili al momento sono quindi quella del guasto tecnico o della bomba a bordo.

La Metrojet ha intanto sospeso tutti i voli Airbus A321. Diverse altre compagnie, come Lufthansa, Air France ed Emirates, hanno annunciato che i loro volo eviteranno di passare sopra la penisola del Sinai fino a quando non verranno chiarite le cause dell'incidente. Schianto che ha posto di nuovo l'attenzione sui rischi per la sicurezza dei voli commerciali in prossimità delle zone di guerra, dopo l'abbattimento nel luglio 2014 di un volo della Malaysian Airlines sui cieli dell'Ucraina, colpito da un missile di fabbricazione russa lanciato probabilmente dai separatisti filo-russi. Il Wall Street Journal ha riportato che l'agenzia statunitense per l'aviazione nel marzo 2015 aveva consigliato alle compagnie aeree di evitare di volare nella zona del Sinai, proprio a causa di "potenziali rischi associati ad attività terroristiche".






Questo è un articolo pubblicato il 01-11-2015 alle 20:52 sul giornale del 02 novembre 2015 - 1913 letture

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