Egitto: è golpe. Morsi destituito, sospesa la Costituzione

piazza tahrir 2' di lettura 03/07/2013 - In Egitto è in corso un colpo di Stato militare contro il presidente Mohamed Morsi.

E' iniziato un'ora dopo lo scadere dell'ultimatum imposto dai vertici delle forze armate al presidente, il primo eletto democraticamente nella storia del paese. Alle 19 Mohamed Morsi è stato informato dall'esercito di non essere più presidente. Morsi sarebbe stato posto agli arresti domiciliari dai militari nella sede della guardia repubblicana al Cairo. Lo ha annunciato la tv satellitare indipendente el Hayat.

In serata il ministro della Difesa egiziano Abdel Fattah el Sissi ha annunciato la road map della transizione: sospensione della costituzione, governo tecnico e poi nuove elezioni. Il presidente della Corte Costituzionale Adli Mansour è stato nominato capo dello Stato ad interim. Malgrado i tentativi delle forze armate di spingere al dialogo e allentare la tensione, il presidente Mohamed Morsi "non ha risposto alle domande della gente", ha spiegato el Sissi in tv.

Dopo il ministro della difesa hanno parlato alla nazione il gran imam di Al Azhar Ahmed el Tayyeb e il capo della chiesa copta Tawadros, annunciando il loro pieno sostegno alla road map. Il presidente ormai deposto scrive sulla sua pagina facebook di non riconoscere la legittimità del golpe, ed ha invitato tutti gli egiziani ad evitare spargimenti di sangue. A Morsi le forze di sicurezza hanno imposto il divieto di espatrio, così come al leader dei Fratelli Musulmani Mohamed Badie e a importanti leader del partito come Khairat el Shater, Essam Sultan e Mohamde el Beltagui.

Mentre gli elicotteri militari sorvolano piazza Tahrir, stracolma di manifestanti, carri armati e soldati si sono schierati nelle strade attorno al palazzo presidenziale. Blindati sono stati schierati fuori dalla sede della tv di stato egiziana. Tutto il personale che non lavora alle dirette è stato evacuato. Anche la polizia ha fatto sapere che sosterrà la legittimità del popolo accanto all'esercito.

Parlando alla nazione in tv martedì sera Mohamed Morsi si era detto "pronto a difendere la democrazia anche con la vita". E pochi minuti prima della scadenza dell'ultimatum dei militari, la presidenza egiziana ha postato sulla sua pagina Facebook un comunicato nel quale ribadisce che "violare la legittimità costituzionale minaccia la pratica della democrazia", aprendo a un governo di coalizione per arrivare alle prossime elezioni e alla formazione di un commissione indipendente per la modifica della costituzione da sottoporre al nuovo parlamento.

Nei luoghi della protesta intanto sarebbero state molestate o stuprate un centinaio di donne. Lo denuncia l'ong americana Human Rights Watch, che in un comunicato riferisce di almeno 91 manifestanti aggredite sessualmente e in alcuni casi stuprate in piazza Tahrir e dintorni. L'organizzazione, nel rapporto deplora "la negligenza del governo" nell'affrontare il problema che si traduce in una cultura dell'impunità.






Questo è un articolo pubblicato il 03-07-2013 alle 19:28 sul giornale del 04 luglio 2013 - 2903 letture

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