Pesaro: arrestate per truffa tre persone, tra cui il medico sociale della Scavolini Volley

carabinieri 3' di lettura 01/12/2011 -

Giovedì mattina, i Carabinieri della Compagnia di Pesaro, nell’ambito di una indagine svolta congiuntamente con i colleghi di Trani, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari a carico di tre soggetti, accusati a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa in concorso in danno di numerose compagnie assicurative, truffa in concorso in danno di privati cittadini, falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, estorsione e ingiuria.



Con queste pesanti accuse sono finiti agli arresti domiciliari una 35enne di Trani, titolare di un’agenzia di infortunistica stradale a Corato, un 52enne di Barletta, socio della predetta agenzia e il 46enne medico chirurgo pesarese, specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni, nonché medico sociale della plurititolata squadra di volley di Pesaro, Alfredo Bressan.

L’attività di indagine è stata avviata nell’Agosto del 2010, quando una donna di Trani ha presentato una querela per truffa, atto questo che ha portato gli investigatori, dopo accurati accertamenti, a disvelare un sodalizio criminoso finalizzato a frodare le compagnie assicurative. I compartecipi dell’associazione, mediante artifizi e raggiri, consistiti nel confezionare e produrre certificati medici falsi, richiedevano per conto delle vittime degli incidenti - ignari delle falsificazioni - o indebiti indennizzi o risarcimenti maggiori rispetto al dovuto. Centrale il ruolo del medico che, per portare a compimento l’illecito disegno criminoso, incaricato dall’agenzia di infortunistica stradale, in relazione alle certificazioni rilasciate in sede di prima valutazione dal personale del Pronto Soccorso (generalmente di 4 giorni), mediante falsità ideologica e materiale, stilava per ogni singolo soggetto, altri due certificati medici ed una dettagliata relazione conclusiva attestante patologie più gravi di quelle riscontrate, con tempi di guarigione maggiori rispetto alla realtà (generalmente di 40 – 45 giorni).

Il professionista, inoltre, certificava falsamente danni biologici inesistenti emettendo fatture fiscali per prestazioni sanitarie mai effettuate. Copia della suddetta documentazione veniva poi consegnata ai medici fiduciari delle rispettive compagnie di assicurazioni, inducendoli in errore sull’esatta patologia sofferta. In sostanza, la falsa certificazione prodotta dal medico aveva il fine illecito di far lievitare la somma risarcitoria delle compagnie di assicurazioni in relazione all’inabilità e al danno biologico permanente del paziente. Le somme corrisposte dalle compagnie di assicurazione venivano poi introitate e ripartite illecitamente tra i tre indagati e solo una minima parte veniva corrisposta alle ignare vittime degli incidenti. In considerazione della gravità e della concordanza degli elementi probatori raccolti nell’indagine, il 31 Gennaio venivano eseguite dai Carabinieri di Pesaro delle perquisizioni presso l’abitazione e gli uffici in uso al medico e agli altri indagati, con contestuale sequestro della documentazione cartacea ed acquisizione del flusso informatico archiviato sugli hard disks in uso ai predetti.

Su quanto sequestrato veniva disposta una consulenza tecnica medica ed una informatica, che permettevano di accertare in maniera inequivocabile la falsità della documentazione medica ed i rapporti tra i tre indagati. Nel sodalizio criminoso, spicca in modo particolare la condotta della donna responsabile dell’agenzia di infortunistica stradale, la quale, al fine di impossessarsi delle somme di denaro, frutto dell’attività illecita, esercitava nei confronti dei propri clienti, una forte pressione psicologica; con una serie di raggiri ed illecite pretese sfocianti in minacce e richieste estorsive, obbligando le vittime a firmare gli assegni per appropriarsi della maggior parte delle somme di denaro (superiori all’eventuale compenso dovuto), che venivano successivamente ripartite tra gli associati. Al 52enne, socio dell’agenzia, il compito invece di coadiuvare e gestire tutta l’attività posta in essere dalla titolare dell’agenzia e di raccogliere e gestire tutta la documentazione medica prodotta falsamente dal Dottore.

I militari dell’Arma di Trani hanno infine eseguito il sequestro preventivo dell’agenzia, luogo nel quale si sviluppavano gli accadimenti delittuosi sopra descritti. I tre, sulla base del provvedimento emesso dal GIP presso il Tribunale di Trani, su richiesta della locale Procura, sono ora sottoposti agli arresti domiciliari.






Questo è un articolo pubblicato il 01-12-2011 alle 20:07 sul giornale del 02 dicembre 2011 - 827 letture

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