La ministra dell'Istruzione Azzolina sulla Dad: "Uno strumento che non può più funzionare"

3' di lettura 11/01/2021 - La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, intervenendo a "Tutti in classe", programma di Rai Radio 1, ha esternato tutta la sua preoccupazione per una didattica a distanza come strumento di lunga durata.

"Gli studenti hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Tanto vale che lo facciano all'interno della loro classe. A marzo scorso - ha sottolineato la ministra - sono stata io a volere la didattica a distanza che però è uno strumento che va bene per qualche settimana o per qualche mese. È evidente che non può più funzionare. I ragazzi sono arrabbiati e disorientati ed io sono preoccupata come ministro per il deflagrare della dispersione scolastica".

La Azzolina ha anche toccato il tema della maturità: "Abbiamo chiesto agli studenti, come l'anno scorso, di farci delle proposte perché è giusto che siano coinvolti: lo scorso anno ci hanno presentato proposte ragionevoli e di buon senso. Una decisione la prenderemo a breve: i ragazzi vivono una situazione di incertezza assoluta ci sono date che slittano come in una tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze e a breve le avranno".

"Sappiamo tutti che il rischio 'zero' non esiste, a scuola come in nessun altro ambito. Ma all'interno delle scuole il rischio è molto basso, ci sono tanti studi italiani ed europei che ce lo confermano. Il governo ha lavorato molto e bene - ha ricordato la ministra - sono stati messi in campo i prefetti con i quali sono stati definiti piani territoriali, provincia per provincia, per orari e trasporti: le scuole sono pronte per ripartire, ma sono le Regioni ad avere la possibilità di riaprirle o meno. Io chiedo a tutti di trattare la scuola non in maniera diversa rispetto a come vengono trattate le attività produttive. Le scuole non producono incassi, ma i costi sono lo stesso altissimi: il messaggio deturpante per cui nelle regioni 'gialle' oggi è tutto aperto fuorché le scuole lascia profonde cicatrici". ha sottolineato la ministra dell'Istruzione.

"Io non voglio fare alcuna polemica con nessun presidente di Regione ma restano i fatti e i fatti vanno raccontati. Il 23 dicembre - ha spiegato Lucia Azzolina - è stata stipulata un'intesa all'unanimità con le Regioni che hanno garantito che le superiori sarebbero ripartite con una presenza tra il 50 e il 75%. è stato fatto un lavoro enorme, coinvolgendo i prefetti su orari e bus, ed anche alcune Regioni come la Toscana hanno lavorato bene. Oggi è difficile per gli studenti capire perché non si riapre: hanno ragione, capisco le loro frustrazioni e le loro difficoltà. La scuola è un diritto costituzionale, se a me l'avessero tolta probabilmente non sarei qui".

"Il concorso straordinario riprenderà, circa il 75% delle prove è stato svolto e il ministero ha predisposto tutti gli aspetti informatici che consentiranno ai commissari, lavorando da remoto, di iniziare a correggere le prove svolte. "Al più presto - ha concluso la ministra - appena lo permetterà la situazione sanitaria, termineremo le prove di quel concorso, ci mancano 4 giorni per finire. Poi partirà il concorso ordinario".






Questo è un articolo pubblicato il 11-01-2021 alle 09:38 sul giornale del 12 gennaio 2021 - 330 letture

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