I medici dei Pronto Soccorso italiani e la Lettera Aperta a Mattarella: "Non vogliamo medaglie, ma le condizioni per lavorare"

1' di lettura 11/01/2021 - I medici dei Pronto Soccorso italiani hanno scritto una Lettera Aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Ministro della Salute e ai Presidenti delle Regioni Italiane per esprimere tutta la loro "preoccupazione relativa alla situazione dei servizi sanitari di emergenza del nostro Paese e della Sanità in generale".

Nella lettera si sottolinea la "sproporzione tra la domanda di salute e l’offerta" che può dare un sistema sanitario allo stremo, con l'ombra di una terza ondata che aleggia e preoccupa: "la terza ondata, ahinoi, ci aspetta, e ci chiederà nuovi, enormi, sacrifici - si legge nel documento -. E ci troverà ancora in prima linea, sempre più stanchi e provati, e sicuramente anche più frustrati ed arrabbiati, se dovessimo trovarci a rivivere i medesimi disagi delle prime due ondate.
Ma è il lavoro che abbiamo scelto. Non ci sottrarremo alle responsabilità civili e ai doveri professionali che esso comporta".

I medici tengono anche ad evidenziare che il desiderio non è quello di ricevere "applausi o medaglie, né tanto meno essere chiamati eroi".
Quello che chiedono è 'soltanto' di "essere messi nelle condizioni di compiere il nostro lavoro nel miglior modo possibile, con ritmi e carichi sostenibili, che garantiscano a tutti i cittadini le cure e le attenzioni che si attendono e che meritano".

La lettera ha già raccolto oltre 600 sottoscrizioni e il link per leggerla in versione integrale (ed eventualmente sottoscriverla) è il seguente: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd4agb0yMtj7Ct1qskWKDYwlVfCqqiOnBKmlZ29Iu0MjCN56g/viewform






Questo è un articolo pubblicato il 11-01-2021 alle 15:11 sul giornale del 12 gennaio 2021 - 255 letture

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