Il mondo sportivo raccontato in Tv: a colloquio con Maurizio Compagnoni

4' di lettura 07/01/2021 - Proseguono i nostri incontri con diversi protagonisti del mondo sportivo; in questa occasione abbiamo incontrato il noto telecronista marchigiano dell’emittente televisiva Sky, Maurizio Compagnoni, conosciuto principalmente per le sue telecronache di Serie A e Champions League.

Si è gentilmente concesso raccontandoci il suo percorso e la sua passione. Un ringraziamento va alla disponibilità dello stesso e all’ufficio stampa di Sky che ne ha agevolato il contatto.

Vivere Senigallia (Edoardo Diamantini): Quando e come nasce la tua passione per il calcio? E quella per la telecronaca?

Maurizio Compagnoni: Sin da bambino per tutte e due! Ma più che immaginare di essere un calciatore, ho sempre sognato di raccontare questa disciplina, quindi mi interessava principalmente l’evento sportivo. A volte giocavo con le figurine e facevo una sorta di auto-cronaca; credo che da qualche parte dovrei avere una cassetta che spero di riuscire prima o poi a ritrovare, dove mi ero registrato una di queste, credo avessi 7 anni all’epoca.

Vivere Senigallia: Qual’è l’episodio legato alla tua attività professionale che ricordi con maggior piacere e ti piacerebbe raccontarci?

Maurizio Compagnoni: Sono tantissimi, ricordo con piacere l’emozione della prima telecronaca in una TV nazionale dove lavoravo a TELE+ ed era la partita di Lituania-Spagna, anche le qualificazioni mondiali di USA ’94, il primo posticipo serale tra Udinese e Parma, la prima partita in Champions League ‘’Bayer Leverkusen-Lazio’’, la prima volta alle Olimpiadi quando arrivai all’aeroporto di Atlanta, fu indescrivibile in quanto erano presenti atleti e giornalisti da tutto il mondo… Anche le prime telecronache di atletica a Londra e Oslo. Diciamo che per me le ‘’prime volte’’ sono state memorabili!

Vivere Senigallia: Quale invece la partita che hai commentato e che ti ha lasciato maggiori emozioni come ‘’spettatore’’?

Maurizio Compagnoni: Anche in questo caso non c’è soltanto una partita, diciamo che i match di Champions League, soprattutto quando sono a eliminazione diretta, hanno un fascino molto particolare. Ricordo benissimo le due semifinali nel 2007 fra Milan e Manchester United, Inter-Barcelona del 2010, Juventus-Real Madrid del 2015, Napoli-Manchester City nel 2011, l’ottavo di finale Napoli-Chelsea con la grande rimonta che purtroppo non servì al Napoli al ritorno, ma anche tra formazioni straniere come ad esempio Ajax-Tottenham nel 2019, dove la formazione inglese segnò allo scadere dei minuti di recupero… La Champions è veramente qualcosa di speciale!

Vivere Senigallia: Sei uno dei telecronisti sportivi maggiormente noti e carismatici a livello nazionale: quanta la soddisfazione per questo traguardo? Quanta la voglia di migliorarsi ancora?

Maurizio Compagnoni: Negli ultimi tempi il ruolo del telecronista è diventato oggetto di grandi attenzioni. Quando ho iniziato questo lavoro si aspirava a diventare giornalisti, mentre ora molti mi dicono ‘’vorrei fare il telecronista’’, ma in realtà è un mestiere nemmeno esiste essendo un settore del giornalismo. Che le telecronache avessero un tale impatto con i tifosi non me lo aspettavo, ed anche occasionalmente qualche calciatore ogni tanto mi dice ‘’sono contento che hai commentato così il mio goal, gli hai dato maggior risalto’’, e questa cosa mi lunsinga moltissimo. Ho saputo che qualche tempo fa, in un’intervista di ESPN in America, Ricardo Kakà ha esaltato i miei commenti sui suoi goal, ma dovrebbe essere l’incontrario (sorride, N.d.R.), sono io che mi sono entusiasmato alle sue prodezze!

Vivere Senigallia: Cosa suggeriresti ad una persona che vorrebbe diventare un telecronista sportivo? Quanta la fatica da mettere in conto?

Maurizio Compagnoni: Innanzitutto per fare il telecronista bisogna diventare giornalisti, se c’è questa passione si può cominciare e sviluppare il proprio talento esercitandosi anche a casa, oppure collaborando con qualche piccola redazione locale dove vi è la possibilità di commentare qualche evento sportivo, la mia prima telecronaca in una TV locale fu di pallamano per esempio. Bisogna avere questa voglia di raccontare gli eventi e cercare di migliorarsi sempre, cercando anche un proprio stile, ma quest’ultimo concetto non va confuso con le ‘’frasette’’ simboliche per distinguersi dagli altri, ci si distingue con lo stile, non con queste.

Vivere Senigallia: Obiettivi ed ambizioni per il futuro?

Maurizio Compagnoni: L’obiettivo è quello di fare sempre meglio, mi piacerebbe fare anche dell’altro in futuro… Ma questo è un segreto!






Questa è un'intervista pubblicata il 07-01-2021 alle 23:59 sul giornale del 09 gennaio 2021 - 200 letture

In questo articolo si parla di sport, intervista, edoardo diamantini

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