Riapre al pubblico il grande Deposito della Galleria Borghese, unico per quantità e valore delle opere d'arte custodite

2' di lettura 07/09/2020 - Dopo la chiusura forzata dei mesi scorsi, la Galleria Borghese, uno dei musei piu' straordinari di Roma (nel 2013, nono sito statale italiano più visitato, con 498.477 presenze), unico al mondo già per numero e importanza delle opere di Bernini e Caravaggio custodite), edificato nel '600 per volere della potente famiglia Borghese, è tornata ad essere accessibile alla collettività. Lo fa anche riaprendo la visita di quella che può essere considerata a buon diritto la sua "seconda pinacoteca": cioè il grande deposito,che contiene opere altrettanto famose quanto quelle già esposte nelle sale.

Quello dei depositi- spesso sotterranei - rappresenta al tempo stesso, per molti grandi Musei italiani, una risorsa aggiuntiva e un obbiettivo problema: per la difficoltà, spesso, di rendere anche questi spazi visitabili al pubblico (partendo dal fatto che, spesso, dipinti e statue presenti nei depositi non si riescono a collocare nelle normali sale del museo in questione, anzitutto per carenza di spazi). Agli Uffizi di Firenze, sino a pochi anni fa il deposito ospitava un' incredibile quantità di opere importanti (tra cui, se non erriamo, una straordinaria "Flagellazione di Cristo" del Botticelli, oggi praticamente ignorata dai critici, che, con la sua particolarissima prospettiva sfalsata, precorre incredibilmente certi quadri dadaisti o espressionsti del '900). La Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma ha, nei sotterranei, anche i cartoni preparatori del mitico "Quarto stato" di Pellizza da Volpedo, conservato a Milano, a Brera; mentre sempre la GNAM ha risolto parzialmente il problema aprendo, pochi anni fa, tutta una nuova sala dedicata solo all'arte contemporanea.

La tela del Sassoferrato raffigurante "Le tre età dell'uomo", copia da Tiziano; la "Sacra famiglia con Santa Elisabetta", di Scipione Pulzone; o ancora, "Un mendicante" di Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto. E poi, oltre a dipinti su tavola e tela, anche olii su rame, su lavagna, micromosaici e commessi di pietre dure, come ad esempio il "Cardinale Rosso", piccolo quadro con un uccellino realizzato accostando pietre semipreziose di diverso formato e colori. Queste - ricorda l' ANSA - sono solo alcune delle opere presenti nel grande Deposito della Borghese, al terzo piano della palazzina (spazio tealizzato anni fa, con l'importante contributo del Credit Suisse): che nei mesi scorsi, pur chiusa, ha sviluppato moltissimo la sua presenza sui socialnetwork.


di Fabrizio Federici
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Questo è un articolo pubblicato il 07-09-2020 alle 19:56 sul giornale del 08 settembre 2020 - 200 letture

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