Elezioni in Spagna: vincono i socialisti di Sanchez

Pedro Sanchez 29/04/2019 - Il Partito Socialista (PSOE) del premier uscente Pedro Sanchez è il netto vincitore delle elezioni anticipate (le terze in meno di quattro anni) che si sono tenute domenica 28 aprile in Spagna.

Il PSOE ha ottenuto poco meno del 30% dei voti diventando di gran lunga il primo partito del paese, quasi doppiando il numero di seggi del Partito Popolare (PP), il principale partito di centrodestra che con l'ex primo ministro Mariano Rajoy aveva guidato il paese negli ultimi dieci anni. I socialisti hanno ottenuto il 28,7% dei voti e 123 seggi, 38 in più rispetto ale ultime elezioni del 2016. "Abbiamo mostrato al mondo che si può vincere l'autoritarismo e l'involuzione", ha detto Pedro Sanchez dopo il voto.

Secondi i popolari, ora guidati da Pablo Casado, che con il 16,7% e 66 seggi (quasi la metà rispetto ai 137 seggi del 2016) hanno ottenuto il peggior risultato della loro storia. Dietro di loro le seconde forze di destra e sinistra. Ciudadanos (CS), il giovane partito di centrodestra guidato da Albert Rivera, è arrivato molto vicino al PP con il 15,9% dei voti e 57 seggi (+26). Quarto Unidas Podemos (UP), la lista di sinistra che raggruppa Podemos e Izquierda Unita, che ha raccolto il 14,3% dei voti e 42 seggi (-29).

Poi Vox, il partito di estrema destra praticamente irrilevante fino a poco tempo fa che entra per la prima volta in parlamento ottenendo il 10,3% dei voti e 24 parlamentari. È la prima volta che un partito di estrema destra entra nel parlamento nazionale spagnolo dalla fine del regime franchista. Poi le altre forze minori, i partiti regionali e indipendentisti, tra cui il PNV basco (6 seggi) e la sinistra indipendentista catalana ERC (15 seggi), che potrebbero essere fondamentali per la formazione del nuovo governo. Molto alta l'affluenza al voto, pari al 73,7%, circa sette punti in più rispetto alle ultime elezioni.

Ora il rebus governo: il nuovo sistema pentapartitico rende infatti molto difficile creare una maggioranza parlamentare. Né l'alleanza tra le sinistre né quella tra i partiti di destra raggiungono i 176 parlamentari necessari per avere la maggioranza. La coalizione PSOE+UP arriverebbe infatti a 165 seggi; anche con il supporto dei partiti regionali (baschi, valenciani e delle Canarie) arriverebbe a 175, uno in meno del necessario. Ancora più lontana dalla maggioranza l'allenza di centrodestra PP+CS+Vox che si fermerebbe a 147 seggi.

Un'alleanza tra socialisti e Ciudadanos avrebbe la maggioranza (180) ma Rivera nei mesi scorsi ha più volte escluso questa possibilità. Decisivi potrebbero essere gli indipendentisti catalani, che potrebbero favorire un governo a guida PSOE ma di cui Sanchez non ha molta fiducia. Sono stati infatti loro a far cadere il breve governo di Pedro Sanchez, in carica dal giugno 2018 dopo la sfiducia a Rajoy, portando alle elezioni anticipate. Spetterà ora al leader socialista, a cui verrà molto probabilmente affidato l'incarico di formare il governo, cercare di risolvere il rebus.






Questo è un articolo pubblicato il 29-04-2019 alle 11:48 sul giornale del 30 aprile 2019 - 437 letture

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