''Senza 25 aprile'', Reggio Calabria tappezzata di leggi fasciste

1' di lettura 25/04/2019 - Reggio Calabria ha rivissuto, per un giorno, il dramma del fascismo.

Il 25 aprile, giorno della Festa della Liberazione, nella città calabrese sono apparsi numerosi manifesti e cartelli che riportano alcune delle leggi che avevano caratterizzato il ventennio fascista. Si tratta di una iniziativa dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà denominata "Senza 25 aprile" che ha l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini, in particolare i giovani, su cosa è stato realmente il regime mussoliniano.

Un esperimento sociale nato da una semplice domanda: cosa sarebbe accaduto, come starebbero gli italiani se non ci fosse mai stato il 25 aprile 1945, se l'Italia non fosse mai stata liberata dalle forze nazifasciste?

Le scritte sui cartelloni ricordano alcune delle leggi fasciste come "Al sindaco subentra il podestà, che esercita le funzioni del sindaco, della giunta e del consiglio comunale", o "Il prefetto può disporre lo scioglimento delle associazioni, enti o istituti che svolgono un’attività contraria agli ordinamenti politici costituiti nello stato". C'è poi la locandina con le notizie del giorno, tra cui "Il voto non è più segreto" e "Dichiarati decaduti tutti i deputati dell'opposizione", e una locandina del cinema del film "Il grande dittatore" di Charlie Chaplin con la scritta "Film proibito".








Questo è un articolo pubblicato il 25-04-2019 alle 20:24 sul giornale del 26 aprile 2019 - 951 letture

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