Screen time, la nuova app di controllo sulla dipendenza da iPhone di Apple

07/06/2018 - La penetrazione nella società moderna degli smartphone ha modificato radicalmente usi e costumi dell’uomo. Le nuove tecnologie che ruotano attorno all’uso del cellulare, in particolare i social network e i servizi di messaggistica istantanea, hanno modificato le vecchie abitudini lavorative, rivoluzionato le forme di intrattenimento e stravolto il modo di comunicare delle persone.

Uno degli effetti secondari prodotti dall’uso smoderato degli smartphone connessi ad internet è senza dubbio la nomofobia, un disturbo patologico che descrive l'ansia rappresentata dal non poter disporre di un dispositivo mobile.

Le case produttrici di smartphone, consapevoli del dilagare tra gli utenti di uno dei più frequenti disturbi psicologici moderni legati a internet, stanno cercando di correre ai ripari soprattutto per proteggere le fasce deboli. Il nuovo sistema di controllo ‘Screen Time’ è stato pensato per aiutare gli utenti a comprendere e controllare quanto tempo trascorrono sui loro dispositivi iOS, ma soprattutto per le famiglie con bambini. I genitori potranno segnalare, inviare allarmi e monitorare l’eccessivo uso di apparecchi telefonici e tablet con la possibilità di bloccare il loro funzionamento anche mediante un comando a distanza. Potranno inoltre programmare un intervallo di tempo durante il quale i bambini non potranno usare il dispositivo iOS, per esempio durante la notte.

Presentato durante il ‘Worldwide Developer Conference’ organizzato da Apple, l’app di controllo sulla dipendenza da iPhone sarà operativa da settembre e permetterà di stabilire settimanalmente quali applicazioni sono state usate, per quanto tempo e in quali ore della giornata con la possibilità di limitarne la durata.

Il colosso digitale ha dato il via all’iniziativa per rispondere all’appello lanciato dal sindacato degli insegnanti californiano che ha investito oltre due miliardi di dollari del suo fondo pensioni nel capitale della società e si era rivolto ad Apple per invitarla a porre rimedio all’uso smodato e ininterrotto che i ragazzi fanno dei dispositivi mobili e delle app.

Da un recente studio di App Moment condotto da Kevin Holesh è emerso che negli ultimi anni fra i 5,5 milioni di utenti che hanno scaricato la App Moment, il tempo di utilizzo degli strumenti digitali di comunicazione è aumentato di 60 minuti al giorno passando ad un consumo quotidiano di ‘Screen Time’ di 3,3 ore.

È solo il primo passo nella giusta direzione: Apple Alphabeth e gli altri devono considerare il loro monitoraggio contro l’overdose parte della loro responsabilità sociale integrandola con la ricerca di sistemi sempre più attraenti e semplificati che però finiscono per creare dipendenza negli utenti e abbassare il loro tasso di comunicabilità favorendo solitudine e isolamento”, hanno commentato gli azionisti che avevano lanciato l’allarme.

Apple ha annunciato che prima del suo lancio ufficiale l’app verrà testata su un campione di famiglie nei primi giorni dell’estate al fine di stabilire se sarà necessario apportare alcuni correttivi. L’obiettivo che ci si pone è educare i giovani ad un uso più consono e meno dipendente dell’iPhone, ma anche i genitori al fine di indirizzarli verso modalità di controllo più intelligenti e pedagogiche.





Questo è un articolo pubblicato il 07-06-2018 alle 18:15 sul giornale del 07 giugno 2018 - 274 letture

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