Cassazione: carcere per gli evasori delle Pay tv

11/10/2017 - Condannato a quattro mesi di reclusione e 2 mila euro di multa per aver utilizzato codici acquistati da altri per poter vedere Sky. La decisione della Corte di Cassazione.

Nei guai è finito un 52enne palermitano che vedeva Sky nella sua abitazione.

 Il "card sharing", cioè la condivisione di abbonamenti per vedere i programmi criptati, era stato depenalizzato nel 2000 ma ha ripreso rilevanza penale nel 2003, con un decreto legislativo. Il reato è legato all'"aver installato un apparecchio con decoder regolarmente alimentato alla rete Lan domestica e Internet collegato con apparato tv e connessione all'impianto satellitare, rendendo così visibili i canali televisivi del gruppo Sky Italia in assenza della relativa smart card" dice che la Cassazione.

I giudici hanno quindi dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato dichiarandosi invece colpevole per violazione del diritto d'autore, "consistita nella decodificazione ad uso privato di programmi televisivi ad accesso condizionato e, dunque, protetto, eludendo le misure tecnologiche destinate ad impedire l’accesso poste in essere da parte dell’emittente, senza che assumano rilievo le concrete modalità con cui l’elusione venga attuata, evidenziandone la finalità fraudolenta nel mancato pagamento del canone applicato agli utenti per l’accesso ai suddetti programmi".


di Sara Santini
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Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2017 alle 12:37 sul giornale del 12 ottobre 2017 - 1063 letture

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