Crac Cirio: Geronzi condannato in via definitiva a 4 anni. Nuovo processo per Cragnotti

06/10/2017 - Il banchiere Cesare Geronzi è stato condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione per il crac della Cirio, che nel 2002 causò la perdita di miliardi di euro a circa 35mila risparmiatori che avevano investito in bond e titoli dell'azienda.

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di secondo grado emessa nell'aprile 2015 dalla Corte d'Appello di Roma. Tre dei quattro anni della pena saranno però scontati grazie all'indulto del 2006. Geronzi, che ha oggi 82 anni, era all'epoca del crac il presidente di Capitalia, banca che aveva curato l'emissione di obbligazioni Cirio.

La Cassazione ha invece disposto un nuovo processo d'appello per l'allora proprietario di Cirio, Sergio Cragnotti, condannato in secondo grado a 8 anni e 8 mesi.

Diventano definitive anche le condanne per gli altri imputati: 2 anni e 4 mesi per il figlio di Cragnotti, Andrea; 3 anni e 10 mesi per Filippo Fucile, genero di Cragnotti; 3 anni e 4 mesi per Ettore Quadrani, consigliere Cirio; 2 anni per gli ex funzionari della Banca di Roma Pietro Celestino Locati e Antonio Nottola. Per tutti c'è lo sconto di pena di tre anni dell'indulto.

Confermata anche la prescrizione per il reato di bancarotta preferenziale per gli altri due figli di Cragnotti, Elisabetta e Massimo, assolti in appello per le altre imputazioni.





Questo è un articolo pubblicato il 06-10-2017 alle 16:37 sul giornale del 07 ottobre 2017 - 553 letture

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