Rai, la Corte dei Conti: 'Ridurre le spese o alzare il canone'

Logo Rai 1' di lettura 13/02/2014 - La Corte dei Conti lancia l'allarme: il canone non è sufficiente per coprire i costi del servizio pubblico della tv di Stato.

E lancia un ultimatum: o si tagliano i costi, in particolare quelli relativi alle fiction e al festival di Sanremo, o si deve rivedere al rialzo l'importo annuale del canone. Il bilancio parla chiaro: a fronte di spese per garantire il servizio pubblico pari a 2,311 miliardi, i ricavi da canone ammontano a 1,813 miliardi, Quasi 500 milioni di euro di buco. Mentre i ricavi pubblicitari, complice la crisi, sono passati dai 942 milioni di euro del 2010 ai 647 milioni del 2012.

La Rai non ha ridotto le spese ma ha chiesto al ministero dello Sviluppo Economico di risarcirla con gli arretrati per quanto ha versato tra il 2005 e il 2012 per garantire i servizi di base. Il buco, pari a 2,3 miliardi di euro, è stato accumulato a partire dal 2005, quando l'Europa ha imposto per evitare distorsioni nel mercato televisivo la gestione separata tra servizio pubblico e attività privata. In pratica tutto ciò che viene prodotto e mandato in onda nell'interesse dei cittadini viene pagato con il canone, tutto il resto con la pubblicità. Ma i conti non tornano.






Questo è un articolo pubblicato il 13-02-2014 alle 19:00 sul giornale del 14 febbraio 2014 - 2914 letture

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