Il lato oscuro della Mela

26/01/2012 - Subito dopo l'annuncio di Apple di profitti pari a 13 miliardi di dollari, il New York Times ha pubblicato sul suo sito web un reportage che ripercorre i costi umani conseguenti alla produzione asiatica dei dispositivi dell Mela come incidenti mortali e suicidi nella fabbriche cinesi della Apple che producono iPad e iPhone.

Turni di 12 ore, regole militari, dormitori simili a caserme, corpi affranti per le troppe ore passate in piedi, e cartelli nei reparti che recitano "Lavora duro oggi sui tuoi compiti, o lavora duro domani per trovare un altro impiego". Il tutto per 22 dollari al giorno, che comunque è più di quanto guadagni la maggior parte dei cinesi che fanno qualcos'altro.

I giornalisti Charles Duhigg e David Barboza hanno raccontato la storia di Lai Xiaodong, un ragazzo cinese di 22 anni che dopo il conseguimento della laurea si trasferì a Chengdu, città di 12 milioni abitanti nel sudovest della Cina diventata uno dei centri di produzione più importanti al mondo.

Secondo alcuni ex dirigenti, Foxconn e Apple se volessero potrebbero risolvere la situazione in tempi brevi: in particolare Cupertino potrebbe interrompere il rapporto d'affari con le società che non rispettano la legge o gli standard minimi richiesti da Apple.

Sulla vicenda ci sono ancora molte ombre: due mesi prima, un gruppo del Students and Scholars Against Corporate Misbehavior aveva avvertito anche la stessa Apple del pericolo. Cupertino non ha mai risposto.

Secondo alcuni ex dirigenti, Foxconn e Apple se volessero potrebbero risolvere la situazione in tempi brevi: in particolare Cupertino potrebbe interrompere il rapporto d'affari con le società che non rispettano la legge o gli standard minimi richiesti da Apple.





Questo è un articolo pubblicato il 26-01-2012 alle 17:23 sul giornale del 27 gennaio 2012 - 1756 letture

In questo articolo si parla di attualità, Diritti umani, cina, Apple, fabbriche

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