Adriano Sofri torna in libertà per fine pena

16/01/2012 -

Adriano Sofri, l'ex leader di Lotta Continua, ha finito di scontare la pena di 22 anni a cui era stato condannato nel 1997 per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.



L'ufficio di sorveglianza di Firenze che ha firmato il documento ha spiegato che la scarcerazione sarebbe dovuta avvenire a febbraio, maè stata anticipata dopo la richiesta dello stesso Sofri di avvalersi dell'ultimo sconto di pena per buona condotta.

Sofri era dal due luglio scorso agli arresti domiciliari nella sua casa nelle colline fiorentine, per motivi di salute.Decisione presa dal tribunale di sorveglianza per incompatibilità tra il suo stato di salute, successivo all'operazione per la rottura dell'esofago, e la carcerazione.

L'ex leader di Lotta Continua, che non ha mai voluto chiedere la grazia al Presidente della Repubblica, era stato ammesso al lavoro esterno, come archivista alla scuola Normale di Pisa, e alla sera tornava alla sezione Esterni del carcere di Pisa. Ora nessuno dei condannati (Adriano Sofri, Leonardo Marino, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani) per l'omicidio Calabresi è più in carcere.

La campagna condotta da Lotta Continua contro Calabresi tra il 1970 e il 1972 "fu un linciaggio moralmente, ma non penalmente, responsabile". Lo afferma Sofri nel suo ultimo libro "La notte che Pinelli", in cui ricostruisce una delle pagine più buie della storia italiana, la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969 e gli eventi che seguirono, partendo dalla controversa morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli.

Sofri ribadisce che "se qualcuno traduce in atto quello che anch'io ho proclamato a voce alta, non posso considerarmene innocente e tanto meno tradito. Di nessun atto terroristico degli anni '70 mi sento corresponsabile. Dell'omicidio Calabresi si', per aver detto o scritto, o aver lasciato che si dicesse o si scrivesse 'Calabresi sarai suicidato"





Questo è un articolo pubblicato il 16-01-2012 alle 17:41 sul giornale del 17 gennaio 2012 - 1440 letture

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