Batterio killer, rallenta l’infezione. Ma la cura esiste da 10 anni: è un germe biotech

e. coli 08/06/2011 -

Si continua a morire per il batterio killer. Il bilancio delle vittime dell’epidemia di E. Coli è salito a quota 24 in Germania, rispetto alle 22 vittime di ieri. Salgono così a 25, in totale, le vittime dell’infezione. Lo ha detto il ministro della Sanità tedesco, Daniel Bahr, durante una conferenza stampa congiunta con il ministro dell’Agricoltura tedesco, Ilse Aigner, e il commissario europeo per la Salute, John Dalli. Così come riporta l’agenzia Afp.



Il ceppo aggressivo di E. coli ha infettato complessivamente 2400 persone e lasciato centinaia di pazienti con gravi complicanze renali. Le autorità sanitarie sono ancora alla ricerca della fonte d’origine dell’Ehec, così è stato ribattezzato l’E. coli enteroemorragico, e solo ieri si sono registrati altri 94 casi di infezione. Ma Bahr, conferma Forbes, ha rilasciato una dichiarazione evidenziando che “ci saranno altri casi, e sfortunatamente ci dobbiamo aspettare anche altre morti. Ma il numero di infezioni sta calando significativamente. Non posso dire che sia tutto risolto, eppure gli ultimi dati ci danno ragionevoli motivi di speranza”. Ci sarebbe, però, un’arma per contrastare il batterio killer.

Si tratta di un germe biotech in grado di neutralizzare il pericoloso ceppo di Escherichia coli, frutto di una ricerca condotta più di dieci anni fa che aveva portato a costruire in laboratorio un batterio innocuo, capace di intrappolare e neutralizzare la tossina Shiga prodotta proprio dal batterio che ha gettato l’Europa del caos. Il batterio biotech, rivela il sito specializzato Scientific Computing, era stato messo a punto in Australia e descritto nel 2000 su Nature Medicine. Lo avevano “costruito” Adrienne Paton e Renato Morona, dell’università di Adelaide.

All’epoca della scoperta, però, aggiunge l’Afp, il risultato era caduto nel silenzio: il batterio non venne sviluppato a livello commerciale né sperimentato perché mancò l’interesse da parte delle aziende farmaceutiche. Adesso, scrivono gli autori di quella ricerca, emerge con evidenza sempre maggiore l’importanza che potrebbe avere questo batterio intelligente per evitare vittime e malattie correlate all’infezione causata dall’Escherichia coli.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-06-2011 alle 19:24 sul giornale del 09 giugno 2011 - 2632 letture

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