Il mondo si mobilita per Gaza: appello urgente

striscia di gaza 01/01/2009 - Dopo il terzo giorno dell\'operazione \'Piombo Fuso\', Israele continua a martellare dal cielo ogni obiettivo che nella Striscia di Gaza sia in qualche modo legato a Hamas e alla Jihad Islamica - della quale è stato ucciso un alto ufficiale - mentre Hamas sembra dare segni di ripresa e ha oggi intensificato i tiri di razzi Qassam e Grad, oltre 60, sulle città israeliane nel sud. Il bilancio dei morti a Gaza, in gran parte miliziani, ma ci sono anche civili e alcuni bambini, continua a salire e stasera é stato stimato in almeno 343 uccisi e in un migliaio di feriti. Da tutto il mondo intanto si levano voci per la pace.

La prima voce è stata quella di papa Benedetto XVI che ha lanciato un appello per la cessazione della violenza in Terra Santa: \"Cari fratelli e sorelle, la Terra Santa, che nei giorni natalizi è al centro dei pensieri e degli affetti dei fedeli di ogni parte del mondo è nuovamente sconvolta da uno scoppio di inaudita violenza. Sono profondamente addolorato per i morti, i feriti, i danni materiali, le sofferenze e le lacrime delle popolazioni vittime di questo tragico susseguirsi di attacchi e di rappresaglie. a patria terrena di Gesù non può continuare ad essere testimone di tanto spargimento di sangue, che si ripete senza fine! Imploro la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione, e il ripristino della tregua nella striscia di Gaza; chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi alla logica perversa dello scontro e della violenza, ma a privilegiare invece la via del dialogo e del negoziato\".

E giungono notizie preoccupanti di cristiani che abitano la Terra Santa. Padre Manuel Musallam, parroco della Santa Famiglia, contattato dalla Misna a Gaza City, parla di \"un massacro, non un bombardamento. Quello in corso a Gaza è\' un crimine di guerra e ancora una volta nessuno lo dice. Io sto bene, la chiesa è\' intatta, ma la scuola delle suore del Rosario è distante solo pochi metri da un edificio centrato da uno dei razzi sparati dagli israeliani la deflagrazione ha fatto esplodere tutte le finestre delle aule, ancora piene di alunni. Alcuni bambini hanno riportato lievi ferite a causa dei vetri. Subito dopo si sono barricati nei locali del Convento con le suore, finché non sono arrivati i genitori a riportarli a casa\'\'. Ed Amnesty International ha dichiarato che i civili palestinesi rischiano ancora di essere feriti e uccisi dagli attacchi aerei, mentre si acuisce la mancanza di cibo, medicine, elettricità, acqua e altri generi di prima necessità: \'Il drammatico computo dei morti rischia di aumentare a causa della mancanza di cure mediche adeguate per le centinaia di persone rimaste ferite.

Il settore sanitario di Gaza era già a corto, in tempi normali, di attrezzature, medicine e professionisti e la situazione è peggiorata a causa del blocco israeliano a tal punto che non è possibile occuparsi di un così grande numero di feriti. E\' profondamente inaccettabile che Israele continui di proposito a privare un milione e mezzo di persone del cibo e di altri prodotti di prima necessità. Questa politica non può essere giustificata da motivi di sicurezza o di altro genere e deve cessare immediatamente\" - ha sostenuto Amnesty International, che ha reiterato la propria richiesta di una fine immediata degli attacchi illegali e sconsiderati d\'Israele contro le aree residenziali e densamente popolate di Gaza, attacchi che dal 27 dicembre hanno causato oltre 300 morti, decine dei quali erano civili non armati e di poliziotti che non stavano prendendo parte alle ostilità, e alcune centinaia di feriti. Amnesty International ha chiesto ancora una volta ad Hamas e agli altri gruppi armati palestinesi di smetterla coi lanci indiscriminati di razzi contro le città e i villaggi del sud d\'Israele, che negli ultimi tre giorni hanno provocato due morti e diversi feriti tra la popolazione civile israeliana.

Amnesty International ha sollecitato Israele a non prendere di mira le prigioni e Hamas a fornire informazioni sulla sorte dei detenuti e consentire le visite dei familiari appena possibile. Mentre i team di Medici Senza Frontiere (MSF) hanno valutato i bisogni delle principali strutture mediche della Striscia di Gaza, in particolare dell ospedale Kemal Edwan, a nord, e di quello di Shifa, la struttura sanitaria principale dove le forniture mediche stavano per esaurirsi. Nel corso del fine settimana, MSF ha fornito materiale sanitario costituito prevalentemente da bende, disinfettanti e antibiotici per il trattamento di ferite e ustioni, prelevato da uno stock di materiale di emergenza che MSF aveva disponibile a Gaza. In entrambi gli ospedali di Kemal Edwan e di Shifa il personale sanitario è oberato dall\'afflusso continuo di feriti e manca lo spazio in cui poter curare i pazienti. Domenica 28 dicembre, i team di MSF non hanno potuto spostarsi all interno della striscia di Gaza, ma oggi gli operatori locali sono riusciti a raggiungere la clinica di MSF nella città di Gaza. Si cerca di curare feriti, al fine di aiutare gli ospedali a trattare il maggior numero di vittime, ma i bombardamenti in corso nel centro di Gaza sono un grande ostacolo.

Il nostro team non ha ancora raggiunto la clinica pediatrica di MSF, situata vicino all ospedale di Kemal Edwan. Un team di MSF composto da tre persone, medici e infermieri, lavora presso l\'ospedale di Shifa, visitando i feriti e utilizzando la nostra ambulanza per trasportare i pazienti alla clinica di MSF quando le condizioni di sicurezza lo permettono. Il resto della squadra continuerà a monitorare le esigenze delle strutture sanitarie e ad adattare di conseguenza le proprie attività. Pax Christi Italia chiede di fermare questa inutile strage ad Hamas ed Israele: \"A voi, capi politici e militari israeliani, chiediamo di considerare che insieme ai \'miliziani\' di Hamas state colpendo, uccidendo e ferendo centinaia di civili palestinesi. Non potete non averlo calcolato. Non potete non sapere che a Gaza non esistono obiettivi da mirare chirurgicamente. Non potete non aver messo in conto che da troppo tempo è la popolazione di Gaza a vivere sotto embargo, senza corrente elettrica, senza cibo, senza medicine, senza possibilità di fuga. A voi, capi di Hamas, chiediamo di considerare che i vostri razzi artigianali lanciati verso le cittadine israeliane poste sul confine, sono strumenti ulteriori di distruzione e, per fortuna raramente, di morte, e creano inutilmente paura e tensione tra i civili.

Sono una assurda e folle reazione all\'oppressione subita, che si presta come alibi per un\'aggressione illegale. Se foste più potenti, capi di Hamas, vorreste forse raggiungere i livelli di distruzione dei vostri nemici? E non essendolo, a che scopo creare panico, odio e desiderio di vendetta nei civili israeliani che vivono a fianco alla vostra terra? Quali strategie di desolazione, disumane e inefficaci, state perseguendo?... Solo poche ore fa, proprio a Gaza, il Patriarca di Gerusalemme celebrava la Messa di Natale riprendendo il suo Messaggio natalizio: \'Siamo stanchi. La pace è un diritto per tutti. Siamo in apprensione per l\'ingiusta chiusura imposta a Gaza e a centinaia di migliaia di innocenti. Siamo riconoscenti a tutti gli uomini di buona volontà che non risparmiano sforzi per spezzare questo blocco\'. La strada intrapresa invece, lastricata di sangue e macerie, condurrà la gente qualsiasi al macello. E i suoi capi alla sconfitta. In primo luogo alla sconfitta umana\".

E l\'associazione \'Un ponte per.\' crede ancora nella pace ed invita ad \"opporsi all\'arroganza di Israele che assume di poter fare ciò che vuole in totale impunità, ed è necessario cessare l\'uccisione di civili da entrambe le parti. Hamas dice di aver tentato tutte le opzioni pacifiche senza risultato, e chiama ora una Terza Intifada di sangue. Affinché invece la spirale di violenza si fermi, la comunità internazionale deve rompere il silenzio e agire affinchè Israele fermi gli attacchi militari su Gaza, ponga fine all\'assedio e rispetti i diritti umani del popolo palestinese. Che il nostro paese e l\'Unione Europea interrompano gli accordi commerciali e militari privilegiati che intrattengono con Israele. Una Terza Intifada nonviolenta è possibile solo se tutti noi sosteniamo la resistenza popolare della società civile palestinese e dei pacifisti israeliani che si oppongono all\'occupazione con le manifestazioni, le azioni legali, il disinvestimento e il boicottaggio\".





Questo è un articolo pubblicato il 01-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 31 dicembre 2008 - 2332 letture

In questo articolo si parla di politica, amnesty international, simone baroncia